Per questa esercitazione abbiamo analizzato le differenti fortune commerciali di due consolle uscite quasi in contemporanea, verso la metà degli anni ’90, la Play Station 1 e la Apple Pippin. I due casi rappresentano una situazione di incredibile successo, per la Sony, e una situazione di fallimento, per la Apple. Le ragioni principali sono varie, ma la più significativa è la differenza di prezzo al momento dell’uscita sul mercato (soprattutto se paragonato alle caratteristiche tecnologiche delle due consolle) e l’economicità dei giochi per Play Station 1, derivata dalla possibilità di modificare la consolle per leggere anche cd masterizzati a basso costo (azione che la Sony non ha mai approvato, ma nemmeno condannato, se non superficialmente).
Per l’ esercitazione di questa settimana, il gruppo Jetmarket ha preso in considerazione due strategie di prezzo messe in atto dall’ Apple Inc. in relazione a due dei suoi prodotti attualmente più richiesti: l’iPhone e l’iPod.
Nel primo caso, con il supporto di dati analitici di natura economica (siti specialistici che seguono l’andamento dei singoli titoli in borsa), comunicati stampa ed articoli di giornale tratti dal Web, abbiamo studiato l’evoluzione del prezzo dell’iPhone, dal suo lancio sul mercato alla situazione attuale.
Dopo lunghi mesi d’attesa per questo prodotto innovativo e rivoluzionario, finalmente il 29 giugno di quest’anno esce negli U.S.A. la versione a 4 GB (costo 499$) e quella a 8 GB (costo 599$).
Tuttavia, dopo i primi giorni successivi al lancio in cui si registra un eccezionale boom delle vendite, gli acquisti dell’iPhone subiscono un arresto quasi immediato. Infatti l’apparecchio presenta alcune lacune tecniche non giustificabili a fronte di un prezzo così elevato, rispetto a prodotti di fascia più bassa ma che offrono prestazioni affini. Quindi, per correggere questa strategia di prezzo poco efficace, all’inizio di settembre la versione dell’ iPhone da 4 GB viene ritirata dal mercato, mentre il prezzo di quello da 8 GB viene clamorosamente ridotto di 200 $ (e cioè a 399 $). Oltre a ciò, i consumatori che avevano acquistato il telefono a prezzo pieno, ricevono dalla Apple un rimborso di 100 $. Grazie a questo cambio di
rotta, nonostante per i cinque giorni successivi all’abbassamento di prezzo si sai registrato un brusco crollo dei titoli azionari della società, col tempo la commercializzazione del prodotto ha ripreso slancio e la Apple ha potuto comunque raggiungere il volume di vendite prefissato.
Il secondo caso esaminato riguarda la linea iPod, rinnovata il 5 settembre 2007. Coniugando il miglioramento tecnologico del prodotto, con una politica di prezzo puntata al ribasso, la Apple ha messo in atto una strategia vincente nei confronti della concorrenza. Infatti, se nell’ultimo anno le vendita della famiglia iPod avevano subito una leggera flessione rispetto ai prodotti sostitutivi presenti sul mercato, con la nuova versione di iPod nano, grazie al binomio innovazione-prezzo contenuto, la Apple si conferma leader mondiale nel settore dei nuovi apparecchi multifunzionali per la riproduzione audio-video.
Per questa quinta esercitazione abbiamo scelto di mettere a confronto i prezzi di due autovetture posizionate sullo stesso segmento di mercato. Il nostro caso verte sui modelli Fiat Stilo e Volkswagen Golf appartenenti alla categoria di classe C ( auto medie). Fiat Stilo rappresenta l’esempio di percezione di valore da parte del consumatore non in linea con il prezzo di vendita infatti abbiamo notato che il volume di vendita negli anni 2002/2004 è stato inferiore della metà a quelli previsti. Tale flop è stato una delle cause della crisi economica della Fiat di quegli anni.
La Golf invece rappresenta un caso di prezzo efficiente e, nonostante il suo valore economico sul mercato sia in continuo aumento di anno in anno, si registra un volume di vendita di 24 milioni in 33 anni e 716 mila pezzi venduti solo in Europa nell’ultimo anno.
Il consumatore non percepisce il prezzo della Stilo idoneo al suo valore nonostante non sia eccessivamente alto. I benefici realmente ottenibili non corrispondo a ciò che ci si aspetterebbe in termini di qualità, prestazioni, design.
Per la Golf, invece, il consumatore è disposto a pagare un prezzo che, seppur di fascia medio alta per una vettura di quella serie, viene ritenuto equo questo perché oltre ad essere un auto molto richiesta, la Golf presenta maggiori prestazioni e affidabilità.
Volkswagen inoltre può contare su un’immagine ben consolidata: ciò fa sì che il consumatore attribuisca maggiore valore alla marca e di conseguenza al prodotto.
C’è sembrato opportuno riportare nella presentazione la classifica di Quattroruote delle auto di classe C dell’anno 2003 in cui apparivano Golf alla prima posizione e Fiat Stilo all’ultima.
In conclusione quelli che sembravano solamente errori dovuti alle campagne di vendita, in realtà sono dovuti all’applicazione di un prezzo che è superiore al valore attributo alla Stilo. La differenza di prezzo che la Golf ha rispetto alla Stilo è irrilevante nella scelta del consumatore perché non sufficiente a colmare la differenza del valore tra le due macchine.
Da: supermarketing su Novembre 5, 2007 alle 7:58 pm
La guerra dei formati della fine degli anni Settanta vide il boom del vhs, che sebbene sia uscito sul mercato un anno dopo il Betamax di Sony, diventò in pochi anni monopolista nelle videoregistrazioni domestiche. Un successo sul mercato per Jvc, arrivato per vari motivi: fondamentale fu la strategia di prezzo del vhs. Grazie alla collaborazione di Jvc con colossi del calibro di hitachi, mitsubishi e matsushita, i videoregistratori entrarono nel mercato a prezzi più bassi rispetto agli sl-6300 di Sony (per Betamax); inoltre la vendita di videocassette in stock, fu un ulteriore fattore che permise di lanciare i Vhs a prezzi bassi (la metà dei betamax). Sony non rideterminò il prezzo dei prodotti Betamax e da first comer, puntò sulla superiorità tecnica del proprio prodotto. Ma la scrematura non riuscì a dare sufficiente distintività alla gamma Betamax. A inizio anni ‘80 negli Stati Uniti una cassetta vergine vhs costava 5 dollari, una cassetta betamax 10.
La concorrenza tra produttori di videoregistratori fece scendere i prezzi del 10% all’anno per quanto riguarda il vhs mentre Sony continuava a riservare a se stessa la produzione di console e cassette Betamax, incapace di far scendere i prezzi, e riservandosi persino la gestione delle licenze e dei contenuti delle cassette.
E così lo standard di videoregistrazione domestica che si affermò e resistette per più di 20 anni fu il Vhs.
Per la quarta esercitazione il gruppo marketsisa si è concentrato sul mondo ADSL
facendo il confronto sui servizi, offerte e opzioni di due operatori molto noti.
Dal confronto risulta che a parità di servizi offerti i prezzi sono sempre molto distanti fra loro,
pur essendo i due operatori molto simili (almeno nel proporsi al pubblico tramite le loro pubblicità) come immagine e servizi offerti.
In questa quarta esercitazione il nostro gruppo analizzerà la situazione di mercato delle console Playstation 3 e Nintendo Wii.
Abbiamo rilevato i principali errori che hanno portato Sony a realizzare vendite ampiamente sotto le aspettative e la strategia che, invece, ha portato la console di Nintendo al successo.
Per l’esercitazione di questa settimana abbiamo messo a confronto due console per videogames portatili apparse sul mercato a circa un anno di distanza l’una dall’altra: il Game Boy di Nintendo, commercializzato dal 1989 prima in Giappone poi negli USA e in Europa, e il Game Gear di Sega, che vide la luce dalla fine del ’90 in Giappone, per giungere in Nord America e in Europa nel 1992.
Il Game Boy nei suoi primi anni di vita non ha conosciuto praticamente alcuna concorrenza e ha potuto spadroneggiare senza la minaccia di un produttore con idee innovative, che togliesse quote di mercato grazie alle dimensioni contenute, alla presenza di una killer application* quale Tetris e soprattutto al prezzo contenuto (all’uscita in Italia costava circa 160.000 £). Il suo successo ha determinato varie evoluzioni e circa 50 versioni tra cui: Game Boy Pocket, più piccolo e leggero, Game Boy Color nel 1998 e Game Boy Advance nel 2001 e Game Boy Micro nel 2005.
Nonostante la netta superiorità sul piano tecnologico del Game Gear e la possibilità di collegarvi un sintonizzatore tv, questa console non ha raggiunto i livelli di vendita sperati (circa 8.000.000 di unità contro i 69.000.000 di Game Boy)
Le cause principali dell’insuccesso commerciale del Game Gear sono da ricercarsi nel gap temporale accumulato rispetto al Game Boy, la scarsa autonomia dovuta all’alto consumo dello schermo LCD a colori e il prezzo decisamente non competitivo sia della piattaforma (costava circa 100.000£ in più rispetto al concorrente di casa Nintendo) che dei giochi.
Il successo del Game Boy fu dovuto invece a diversi fattori: il prezzo non elevato, l’esatto contrario di quanto avvenuto con il Game Gear; grande resistenza; un comparto software di alto livello (con molti titoli di spicco come Zelda e Mario e C.); molto portatile per le sue dimensioni e con la presenza di giochi ‘mordi e fuggi’, tipici della ‘portable generation’.
*
Nota:KILLER APPLICATION
senso metaforico di applicazione decisiva, vincente
Per i produttori di console e videogiochi, la killer application è spesso decisiva rispetto al successo commerciale della console stessa
Il Game Boy originale ha avuto Tetris e successivamente Pokémon.
Per la quarta esercitazione il nostro gruppo analizzerà la situazione di mercato di due case prodruttrici di yogurt: Muller e Yoplait.
Confrontando come con diverse strategie la Muller abbia ottenuto un grosso successo di vendite mentre Yoplait sia incorso in un totale fallimento.
Da: persuasoriocculti su Novembre 6, 2007 alle 10:20 am
Per la quinta esercitazione abbiamo analizzato un caso per così dire ‘atpico’. Anzichè soffermarci su un determinato prodotto, abbiamo preso in considerazione la strategia di prezzo scelta da due locali ( Corte Sconta e Kolar) situati entrambi in via dell’Arco nel centro di padova. La Corte Sconta è una piccola Osteria che ha sicuramente scelto una strategia di prezzo efficace, offrendo prodotti di media qualità a prezzi economici. In questo modo riesce ad abbracciare una fascia di clientela molto ampia. Il Kolar, invece, è un grazioso e curato bar che ha adottato una strategia di prezzo più elevata, giustificata da un lato dal miglior servizio e dalla migliore qualità, dall’altro dal tentativo di attirare una clientela più ricercata. Quest’ultima strategia si è rivelata però inefficace; condizione dimostrata da un evidente limitato flusso di clienti.
Per questa esercitazione abbiamo analizzato le differenti fortune commerciali di due consolle uscite quasi in contemporanea, verso la metà degli anni ’90, la Play Station 1 e la Apple Pippin. I due casi rappresentano una situazione di incredibile successo, per la Sony, e una situazione di fallimento, per la Apple. Le ragioni principali sono varie, ma la più significativa è la differenza di prezzo al momento dell’uscita sul mercato (soprattutto se paragonato alle caratteristiche tecnologiche delle due consolle) e l’economicità dei giochi per Play Station 1, derivata dalla possibilità di modificare la consolle per leggere anche cd masterizzati a basso costo (azione che la Sony non ha mai approvato, ma nemmeno condannato, se non superficialmente).
Da: easycomm2007 su Novembre 5, 2007
alle 7:19 pm
Per l’ esercitazione di questa settimana, il gruppo Jetmarket ha preso in considerazione due strategie di prezzo messe in atto dall’ Apple Inc. in relazione a due dei suoi prodotti attualmente più richiesti: l’iPhone e l’iPod.
Nel primo caso, con il supporto di dati analitici di natura economica (siti specialistici che seguono l’andamento dei singoli titoli in borsa), comunicati stampa ed articoli di giornale tratti dal Web, abbiamo studiato l’evoluzione del prezzo dell’iPhone, dal suo lancio sul mercato alla situazione attuale.
Dopo lunghi mesi d’attesa per questo prodotto innovativo e rivoluzionario, finalmente il 29 giugno di quest’anno esce negli U.S.A. la versione a 4 GB (costo 499$) e quella a 8 GB (costo 599$).
Tuttavia, dopo i primi giorni successivi al lancio in cui si registra un eccezionale boom delle vendite, gli acquisti dell’iPhone subiscono un arresto quasi immediato. Infatti l’apparecchio presenta alcune lacune tecniche non giustificabili a fronte di un prezzo così elevato, rispetto a prodotti di fascia più bassa ma che offrono prestazioni affini. Quindi, per correggere questa strategia di prezzo poco efficace, all’inizio di settembre la versione dell’ iPhone da 4 GB viene ritirata dal mercato, mentre il prezzo di quello da 8 GB viene clamorosamente ridotto di 200 $ (e cioè a 399 $). Oltre a ciò, i consumatori che avevano acquistato il telefono a prezzo pieno, ricevono dalla Apple un rimborso di 100 $. Grazie a questo cambio di
rotta, nonostante per i cinque giorni successivi all’abbassamento di prezzo si sai registrato un brusco crollo dei titoli azionari della società, col tempo la commercializzazione del prodotto ha ripreso slancio e la Apple ha potuto comunque raggiungere il volume di vendite prefissato.
Il secondo caso esaminato riguarda la linea iPod, rinnovata il 5 settembre 2007. Coniugando il miglioramento tecnologico del prodotto, con una politica di prezzo puntata al ribasso, la Apple ha messo in atto una strategia vincente nei confronti della concorrenza. Infatti, se nell’ultimo anno le vendita della famiglia iPod avevano subito una leggera flessione rispetto ai prodotti sostitutivi presenti sul mercato, con la nuova versione di iPod nano, grazie al binomio innovazione-prezzo contenuto, la Apple si conferma leader mondiale nel settore dei nuovi apparecchi multifunzionali per la riproduzione audio-video.
Da: jetmarket su Novembre 5, 2007
alle 7:40 pm
Per questa quinta esercitazione abbiamo scelto di mettere a confronto i prezzi di due autovetture posizionate sullo stesso segmento di mercato. Il nostro caso verte sui modelli Fiat Stilo e Volkswagen Golf appartenenti alla categoria di classe C ( auto medie). Fiat Stilo rappresenta l’esempio di percezione di valore da parte del consumatore non in linea con il prezzo di vendita infatti abbiamo notato che il volume di vendita negli anni 2002/2004 è stato inferiore della metà a quelli previsti. Tale flop è stato una delle cause della crisi economica della Fiat di quegli anni.
La Golf invece rappresenta un caso di prezzo efficiente e, nonostante il suo valore economico sul mercato sia in continuo aumento di anno in anno, si registra un volume di vendita di 24 milioni in 33 anni e 716 mila pezzi venduti solo in Europa nell’ultimo anno.
Il consumatore non percepisce il prezzo della Stilo idoneo al suo valore nonostante non sia eccessivamente alto. I benefici realmente ottenibili non corrispondo a ciò che ci si aspetterebbe in termini di qualità, prestazioni, design.
Per la Golf, invece, il consumatore è disposto a pagare un prezzo che, seppur di fascia medio alta per una vettura di quella serie, viene ritenuto equo questo perché oltre ad essere un auto molto richiesta, la Golf presenta maggiori prestazioni e affidabilità.
Volkswagen inoltre può contare su un’immagine ben consolidata: ciò fa sì che il consumatore attribuisca maggiore valore alla marca e di conseguenza al prodotto.
C’è sembrato opportuno riportare nella presentazione la classifica di Quattroruote delle auto di classe C dell’anno 2003 in cui apparivano Golf alla prima posizione e Fiat Stilo all’ultima.
In conclusione quelli che sembravano solamente errori dovuti alle campagne di vendita, in realtà sono dovuti all’applicazione di un prezzo che è superiore al valore attributo alla Stilo. La differenza di prezzo che la Golf ha rispetto alla Stilo è irrilevante nella scelta del consumatore perché non sufficiente a colmare la differenza del valore tra le due macchine.
Da: supermarketing su Novembre 5, 2007
alle 7:58 pm
Il nostro lavoro è disponibile all’indirizzo:
http://www.slideshare.net/guestab3173/5esercitazionejetmarket
Da: jetmarket su Novembre 5, 2007
alle 8:08 pm
Il nostro gruppo prenderà in esame il confronto tra il Nintendo Game Boy(69.000.000) e il Sega Game Gear(8.000.000).
Da: etingmark su Novembre 5, 2007
alle 8:11 pm
vhs vs. betamax
La guerra dei formati della fine degli anni Settanta vide il boom del vhs, che sebbene sia uscito sul mercato un anno dopo il Betamax di Sony, diventò in pochi anni monopolista nelle videoregistrazioni domestiche. Un successo sul mercato per Jvc, arrivato per vari motivi: fondamentale fu la strategia di prezzo del vhs. Grazie alla collaborazione di Jvc con colossi del calibro di hitachi, mitsubishi e matsushita, i videoregistratori entrarono nel mercato a prezzi più bassi rispetto agli sl-6300 di Sony (per Betamax); inoltre la vendita di videocassette in stock, fu un ulteriore fattore che permise di lanciare i Vhs a prezzi bassi (la metà dei betamax). Sony non rideterminò il prezzo dei prodotti Betamax e da first comer, puntò sulla superiorità tecnica del proprio prodotto. Ma la scrematura non riuscì a dare sufficiente distintività alla gamma Betamax. A inizio anni ‘80 negli Stati Uniti una cassetta vergine vhs costava 5 dollari, una cassetta betamax 10.
La concorrenza tra produttori di videoregistratori fece scendere i prezzi del 10% all’anno per quanto riguarda il vhs mentre Sony continuava a riservare a se stessa la produzione di console e cassette Betamax, incapace di far scendere i prezzi, e riservandosi persino la gestione delle licenze e dei contenuti delle cassette.
E così lo standard di videoregistrazione domestica che si affermò e resistette per più di 20 anni fu il Vhs.
Da: 4four su Novembre 5, 2007
alle 8:28 pm
La nostra esercitazione è già consultabile su http://www.succeblog.wordpress.com
Da: succedanei su Novembre 5, 2007
alle 10:46 pm
Il nostro lavoro è visibile su: http://crazyskill.wordpress.com
Da: crazyskill su Novembre 5, 2007
alle 11:43 pm
Per la quarta esercitazione il gruppo marketsisa si è concentrato sul mondo ADSL
facendo il confronto sui servizi, offerte e opzioni di due operatori molto noti.
Dal confronto risulta che a parità di servizi offerti i prezzi sono sempre molto distanti fra loro,
pur essendo i due operatori molto simili (almeno nel proporsi al pubblico tramite le loro pubblicità) come immagine e servizi offerti.
Da: marketsisa su Novembre 5, 2007
alle 11:54 pm
La nostra presentazione è visibile al seguente link: http://www.slideshare.net/Supermarketing/quinta-esercitazione
Da: supermarketing su Novembre 6, 2007
alle 8:03 am
In questa quarta esercitazione il nostro gruppo analizzerà la situazione di mercato delle console Playstation 3 e Nintendo Wii.
Abbiamo rilevato i principali errori che hanno portato Sony a realizzare vendite ampiamente sotto le aspettative e la strategia che, invece, ha portato la console di Nintendo al successo.
Da: xamba su Novembre 6, 2007
alle 8:08 am
Per l’esercitazione di questa settimana abbiamo messo a confronto due console per videogames portatili apparse sul mercato a circa un anno di distanza l’una dall’altra: il Game Boy di Nintendo, commercializzato dal 1989 prima in Giappone poi negli USA e in Europa, e il Game Gear di Sega, che vide la luce dalla fine del ’90 in Giappone, per giungere in Nord America e in Europa nel 1992.
Il Game Boy nei suoi primi anni di vita non ha conosciuto praticamente alcuna concorrenza e ha potuto spadroneggiare senza la minaccia di un produttore con idee innovative, che togliesse quote di mercato grazie alle dimensioni contenute, alla presenza di una killer application* quale Tetris e soprattutto al prezzo contenuto (all’uscita in Italia costava circa 160.000 £). Il suo successo ha determinato varie evoluzioni e circa 50 versioni tra cui: Game Boy Pocket, più piccolo e leggero, Game Boy Color nel 1998 e Game Boy Advance nel 2001 e Game Boy Micro nel 2005.
Nonostante la netta superiorità sul piano tecnologico del Game Gear e la possibilità di collegarvi un sintonizzatore tv, questa console non ha raggiunto i livelli di vendita sperati (circa 8.000.000 di unità contro i 69.000.000 di Game Boy)
Le cause principali dell’insuccesso commerciale del Game Gear sono da ricercarsi nel gap temporale accumulato rispetto al Game Boy, la scarsa autonomia dovuta all’alto consumo dello schermo LCD a colori e il prezzo decisamente non competitivo sia della piattaforma (costava circa 100.000£ in più rispetto al concorrente di casa Nintendo) che dei giochi.
Il successo del Game Boy fu dovuto invece a diversi fattori: il prezzo non elevato, l’esatto contrario di quanto avvenuto con il Game Gear; grande resistenza; un comparto software di alto livello (con molti titoli di spicco come Zelda e Mario e C.); molto portatile per le sue dimensioni e con la presenza di giochi ‘mordi e fuggi’, tipici della ‘portable generation’.
*
Nota:KILLER APPLICATION
senso metaforico di applicazione decisiva, vincente
Per i produttori di console e videogiochi, la killer application è spesso decisiva rispetto al successo commerciale della console stessa
Il Game Boy originale ha avuto Tetris e successivamente Pokémon.
Da: etingmark su Novembre 6, 2007
alle 9:53 am
Per la quarta esercitazione il nostro gruppo analizzerà la situazione di mercato di due case prodruttrici di yogurt: Muller e Yoplait.
Confrontando come con diverse strategie la Muller abbia ottenuto un grosso successo di vendite mentre Yoplait sia incorso in un totale fallimento.
Da: persuasoriocculti su Novembre 6, 2007
alle 10:20 am
Per la quinta esercitazione abbiamo analizzato un caso per così dire ‘atpico’. Anzichè soffermarci su un determinato prodotto, abbiamo preso in considerazione la strategia di prezzo scelta da due locali ( Corte Sconta e Kolar) situati entrambi in via dell’Arco nel centro di padova. La Corte Sconta è una piccola Osteria che ha sicuramente scelto una strategia di prezzo efficace, offrendo prodotti di media qualità a prezzi economici. In questo modo riesce ad abbracciare una fascia di clientela molto ampia. Il Kolar, invece, è un grazioso e curato bar che ha adottato una strategia di prezzo più elevata, giustificata da un lato dal miglior servizio e dalla migliore qualità, dall’altro dal tentativo di attirare una clientela più ricercata. Quest’ultima strategia si è rivelata però inefficace; condizione dimostrata da un evidente limitato flusso di clienti.
Da: marketing07 su Novembre 6, 2007
alle 3:22 pm
Il nostro lavoro è visibile qui.
http://www.slideshare.net/etingmark/etingmark5
Da: etingmark su Novembre 6, 2007
alle 10:05 pm
Il nostro lavoro è visibile su: http://www.slideshare.net/helowen/apple-pippin-vs-playstation1/
Da: easycomm2007 su Dicembre 6, 2007
alle 3:04 pm